Il termine Longevity circola oggi sempre più spesso nel mondo degli investimenti e della consulenza finanziaria. Al di là dell’uso della lingua inglese, con cui si vorrebbe far apparire più professionale chi ne fa uso e più di moda l’argomento, vuole indicare una questione obbiettivamente importante: sono sempre di più le persone che raggiungono un’età avanzata, vivendo anche venti o trent’anni oltre il termine della propria attività lavorativa, mentre sono sempre di meno le risorse economiche, personali e sociali, sulle quali queste persone – almeno mediamente – possono contare.
Si tratta di un problema vero e destinato ad aggravarsi. I fattori di questa aggravamento sono principalmente tre. Il primo è in sé un fatto positivo: si vive sempre più a lungo. Accanto a questo incremento delle attese di vita, vi è anche un incremento – almeno medio – della qualità della vita degli anziani sotto il profilo sanitario, circostanza che tende a mantenere un maggior numero di persone nel ruolo di consumatori attivi. Nello stesso tempo oggi si desidera qualità di vita anche per chi è in condizioni di salute non buone, più di quanto non si facesse in passato. In sintesi, per soddisfare i bisogni e le aspettative di chi è nell’età della pensione l’economia dovrebbe produrre più di prima.
È ragionevole tuttavia attendersi che avvenga il contrario, a causa del dispiegarsi degli altri due fattori. Li presentiamo distintamente, sebbene interconnessi.
Cominciamo con il tasso di crescita dell’economia nazionale. Gli anni del boom economico sono ormai lontani e nonostante in tanti indichino la crescita dell’economia come un obbiettivo necessario, conseguirla è diventato sempre più difficile. Si tratta di un fenomeno in qualche misura comune a tutte le economie sviluppate ma in Italia ancor più spiccato, a causa di una produttività del lavoro mediamente bassa, spesso allocata su produzioni non innovative, caratterizzate da valore aggiunto spesso modesto. In questo contesto, la crescita delle retribuzioni non ha tenuto il passo della crescita dei prezzi, vale per i dipendenti ma vale anche per una larga parte del ceto medio autonomo. Questo porta con sé contribuzioni previdenziali modeste e, a cascata, assegni pensionistici modesti.
Concausa di un PIL che cresce da molti anni a ritmi bassi è l’andamento demografico, terzo fattore. Una popolazione che invecchia tende ad intraprendere di meno, ad essere meno produttiva. Inoltre da qualche tempo le persone in età da lasciare il lavoro non vengono integralmente sostituite da giovani in età da iniziarlo. Nei prossimi anni verranno a mancare milioni di lavoratori. Di conseguenza, verranno a mancare miliardi di imposte e di contributi previdenziali. E le imposte ed i contributi sono collegati in modo immediato con la spesa pubblica e le pensioni, è un sistema a vasi comunicanti.
Ci si può dunque attendere che le prestazioni pensionistiche, che già sono divenute più modeste rispetto al costo della vita che in passato, possano essere ulteriormente limate. Ci si può attendere che la spesa per il sistema sanitario nazionale abbia serie difficoltà a rincorrere le esigenze, che viceversa sono crescenti. Per curarsi si dovrà verosimilmente mettere sempre più mano a risorse proprie. Potrebbe così diventare difficile fronteggiare per molti anni una somma di uscite superiore alle entrate. La prospettiva di una vecchiaia in povertà potrebbe riguardare anche molte persone che hanno avuto precedentemente un tenore di vita soddisfacente, quella di una vecchiaia in condizioni modeste persone che hanno avuto una vita agiata.
È dunque opportuno che venga sollevata la questione della longevity. E che si parli di come affrontarla, di come lo Stato possa fronteggiarla ma forse ancor più di come ciascuna famiglia, ciascuna persona debba entrare in una logica di pianificazione. Il che significa prevedere, calcolare ed eventualmente spostare risorse dall’oggi al domani. Si tratta di un approccio oggi ancora troppo poco diffuso.
Ora va detto che la questione Longevity è anche un business. Sono molti gli operatori economici e finanziari che hanno interesse a proporre soluzioni e, pertanto, ad attirare su questo problema l’attenzione. Il che non è di per sé un male ma pone la questione della validità, vale a dire della reale efficacia e della appropriatezza delle soluzioni che vengono proposte.
La gestione della Longevity è un ambito in cui il valore di una consulenza pienamente indipendente può fare una notevole differenza.

