Economia e mercati nel terzo trimestre

5 Ottobre 2009 – Crescono le quotazioni delle azioni ma contemporaneamente anche quelle delle obbligazioni. Si tratta di un fenomeno che difficilmente dura a lungo. In chiave intermarket, la consatazione di un’inflazione a zero o sotto zero fa propendere il pronostico, almeno nel breve, a favore del mercato obbligazionario.

Dall’economia reale giunge qualche segnale positivo, relativo soprattutto alla produzione industriale. La ripresa congiunturale dell’attività economica è sensibile in alcuni Paesi Emergenti, Cina in testa, ma non mancano dati positivi neppure nei consuntivi – mensili o trimestrali, va ribadito – dei Paesi Sviluppati.

Alle buone notizie si aggiunge qualche previsione migliore per i prossimi mesi ma la disoccupazione cresce ancora e costituisce un serio fardello.

Le imprese continuano a riscontrare difficoltà nell’accesso al credito bancario. Stimolati dai tassi particolarmente bassi, i più grandi gruppi hanno fatto ricorso in modo massiccio al finanziamento diretto, con elevate quantità di emissioni obbligazionarie.

Le necessità di bilancio spingono gli Stati ad una lotta all’evasione più severa e più coordinata a livello internazionale. Molti varano provvedimenti di sanatoria per far rientrare i capitali dai "paradisi fiscali".

Sul finire di Settembre le due principali banche italiane hanno deciso di rinunziare ai cosiddetti Tremonti Bond e di procedere ad operazioni autonome di rafforzamento del capitale. Nel trimestre altri importanti istituti nel mondo hanno rafforzato la propria struttura finanziaria. Il problema della stabilità del sistema bancario, tuttavia, resta aperto. Negli Stati Uniti un considerevole numero di istituti minori è in forte difficoltà a causa della cattiva qualità dei crediti, problema che in qualche misura peserà ovunque nei prossimi mesi.

Sui mercati azionari il trend molto positivo iniziato a Marzo è proseguito anche nel terzo trimestre.

Il saldo per l’indice MSCI AC World, in Euro, è di un progresso complessivo del 13 per cento ma nell’area Euro l’indice MSCI EMU ha registrato una crescita di quasi il 21 per cento.

La stagione delle trimestrali complessivamente sopra le attese ha favorito una conferma della rotazione settoriale a favore dei titoli più legati al ciclo, con gli industriali a guidare i rialzi ma anche con qualche incertezza dei petroliferi.

I titoli bancari ed i finanziari segnano anch’essi un’ottima performance, grazie a bilanci trimestrali positivi, ove però è consistente il contributo delle attività speculative e scarso quello delle attività di impiego.

Tra i Mercati Emergenti sempre molto forte il Brasile mentre rallenta un poco la Cina. .

Le quotazioni delle obbligazioni governative risultano più alte, al termine del trimestre, in tutti i Paesi Sviluppati e molto salgono anche quelle dei titoli corporate, nonostante l'incremento delle emissioni.

L’Euribor a tre mesi è sceso a metà Luglio sotto la soglia dell’uno per cento, chiudendo il trimestre sotto lo 0,8%, ulteriore minimo.

Salgono ancora gli indici generali delle materie prime ma il dollaro annulla l’effetto per l’investitore dell’area Euro.

In apertura di trimestre il petrolio è sceso a circa 60 dollari per poi recuperare e rimanere in una banda tra 66 e 72 circa.

L’oro mette a segno invece un forte spunto, salendo oltre 1000 dollari l’oncia. La performance trimestrale in dollari è di circa 8 punti percentuali ma corretta per il cambio si dimezza.

Il Dollaro USA ha registrato un trimestre debole, passando da 1,41 contro un Euro a 1.46, dopo aver toccato 1,48. Permane la correlazione inversa con i mercati azionari registrata nel trimestre precedente.