Il tasso del mutuo

6 Febbraio 2009 – Sono molti gli interventi legislativi sul mutuo casa fatti di recente. I primi sono stati volti a favorirne la sostituzione o la portabilità da un istituto all’altro. In un quadro di tassi bassi, molte famiglie avrebbero potuto trarre vantaggio dalla possibilità di sostituire tassi e spreads ormai fuori mercato. E molti sono stati invogliati a passare dal tasso fisso al tasso variabile, legato ad un euribor sceso fino al 2 per cento.

Nel frattempo però i tassi sono risaliti, giungendo ai massimi nei primi mesi dell’attuale crisi finanziaria. Chi si era legato ad un euribor molto basso con una rata al limite delle proprie possibilità si è trovato a malpartito. Ne sono nate proteste nei confronti delle banche, accusate di tenere alti i tassi interbancari in modo artificioso. E ne è nato un intervento legislativo che consente di ridurre l’importo delle rate allungando però il periodo di rimborso.

L’intervento legislativo è rimasto in gestazione qualche mese, giusto il tempo per vedere l’euribor ritornare molto rapidamente ai minimi storici.

I quotidiani e le trasmissioni televisive e radiofoniche si sono riempiti di dispute riguardo alla correttezza delle banche, alla possibilità di cambiare mutuo, alla convenienza del tasso fisso rispetto al variabile e viceversa.

Riguardo a tutto questo si deve fare probabilmente un po’ di ordine.

Un primo punto è che il mutuo fondiario non può diventare un vestito da cambiare ad ogni stagione. Ovvio che la sostituibilità e la portabilità, se reali, favoriscono la concorrenza, che è un bene per tutti. E’ vero anche che condizioni eccezionali dell’economia possono rendere opportuni provvedimenti di aiuto nei confronti di chi si trova legato ad impegni divenuti troppo gravosi in modo imprevedibile. Tuttavia il mutuo è un contratto bilaterale e, se la legge può e deve tutelare la parte più debole, non può certo imporre alla banca di riscrivere le condizioni del contratto ogni volta che cambia il mercato.

Un secondo punto è che la scelta tra tasso fisso e tasso variabile è sempre e comunque l’assunzione di un rischio. Il grafico dell’andamento del tasso euribor a 3 mesi, dalla sua nascita ad oggi, mostra l’estrema volatilità del parametro.

 

 

Non è detto che l’indicizzazione al tasso di riferimento BCE, cui oggi qualcuno ricorre, ottenga risultati molto diversi. Ma anche la scelta del tasso fisso, di converso, può determinare il pagamento di interessi superiori a quelli correnti in futuro sul mercato. Prevedere il futuro dei tassi a cinque, dieci, quindici anni è un esercizio cui molti economisti si sono applicati, con risultati discussi.

Infine si può certamente dire che la scelta del tipo di mutuo è solo l’ultimo passo di un corretto processo. Occorre dapprima valutare l’utilità – presente e futura – del bene che si intende acquisire, poi le capacità di rimborso del prestito – presenti e future – e solo alla fine si potrà stabilire un corretto piano di ammortamento.

Senza una seria pianificazione finanziaria anche il mutuo alle migliori condizioni di oggi può diventare, nel tempo, una trappola.