I conti della crisi
22 ottobre 2008 – Alla fine i governi si sono decisi. Il Congresso USA ha approvato, con dannoso ritardo, il maxipiano di salvataggio. Ma non è stato che l’inizio: a partire dalla Gran Bretagna, i principali Paesi hanno dovuto cambiare strumento di intervento: dalla iniezione di liquidità nel sistema finanziario a una vera e propria ricapitalizzazione delle banche. Cioè da un intervento sul funzionamento del sistema finanziario ad un intervento sulla sua struttura. Le banche infatti, soprattutto nel mondo anglosassone, facevano business da anni con poco denaro vero e con molta carta.
Denaro pubblico nel capitale delle banche, dunque. Ma già si deve affrontare l’estendersi della crisi all’economia reale, dovuta alla contrazione del credito. Perciò si discute in tutto il mondo di aiuti di stato alle imprese, di incentivi fiscali, di garanzie statali per l’indebitamento del sistema produttivo, di aiuti diretti alle famiglie, eccetera.
Tutto questo avrà naturalmente un costo, difficile da determinare. Tanto per dare un ordine di grandezza relativo all’Europa, Il Sole 24 Ore qualche giorno fa stimava dal 15% al 30% del prodotto interno lordo – a seconda dei Paesi – i costi della sola ricapitalizzazione delle banche e delle garanzie sui bond bancari.
L’ammontare definitivo dei costi dipenderà dalla tempestività ed oculatezza degli interventi ma anche dallo stato effettivo dell’economia reale. Quanto dovranno sborsare i governi sulle garanzie che prestano, quanto ricaveranno dall’ingresso nel capitale delle banche, quanto risentirà della crisi il gettito fiscale, quanto durerà questa situazione, sono tra le principali variabili di un’equazione assai complessa.
Quello che è certo è che l’economia mondiale è stata drogata in qualche misura da un eccesso di credito e di denaro virtuale. Dunque dovremo fare i conti non solo con la crisi di astinenza – ciò che accade oggi – ma con un ridimensionamento delle reali capacità di spesa delle imprese, dei governi e dei privati nel medio termine. L’entità di questo ridimensionamento dipenderà anche dalla capacità di individuare e valorizzare selettivamente gli elementi sani del sistema, che pure ci sono.




