Il patrimonio in una polizza, una soluzione non priva di incertezze

8 maggio 2018 – Conferire il proprio patrimonio in una polizza, per proteggerlo dal fisco e dai creditori. Questa, grosso modo, è la motivazione di vendita utilizzata dalle reti di vendita di assicurazioni e banche – ma anche da tanti private bankers – soprattutto nei confronti dei soggetti e delle famiglie patrimonialmente più fortunate. I vantaggi però, acquistati a prezzo di costi impliciti spesso elevati, non sono così certi.

Una serie di sentenze ormai abbastanza lunga ne va restringendo la portata, in tutte le direzioni. Innanzitutto in quella della protezione patrimoniale, che ha visto i giudici smontare numerose operazioni evidentemente in frode dei creditori. In secondo luogo nella direzione delle opportunità di trasmissione post mortem del patrimonio. Anche qui la giurisprudenza mostra come le norme imperative a tutela degli eredi legittimari non possano essere ignorate.

Anche nella direzione del più vantaggioso regime fiscale i giudici hanno mostrato più volte una interpretazione critica. Fa ora notizia l'ultimo pronunciamento della Cassazione. (per chi desidera approfondire:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-05-05/polizze-vita-perche-cassazione-fa-tremare-assicurazioni-215511_PRV.shtml?uuid=AEIOccjE&fromSearch )

La sentenza connette la natura di prodotto assicurativo all’effettiva offerta di garanzie circa la restituzione del capitale. Se questa garanzia non c’è – è il sillogismo – non c’è assicurazione. Pertanto anche il regime fiscale dei contratti assicurativi viene messo in dubbio. 

Approfondendo l'analisi di questo pronunciamento e del quadro in cui si inserisce, molti esperti sostengono che lo speciale regime normativo e fiscale tanto caro alle assicurazioni non può dirsi, almeno per ora, cancellato. Difficile tuttavia negare che sia in corso un fenomeno di erosione, ispirato dalla constatazione che questo regime appare in molti casi privo di una ratio sufficiente. L’immediata difesa d’ufficio messa in campo dall’associazione nazionale delle assicurazioni e da altri soggetti non disinteressati non dirada i dubbi, semmai mostra che la questione viene presa sul serio. 

D'altra parte le assicurazioni raccolgono alcune decine di miliardi l’anno di nuove sottoscrizioni su polizze che potrebbero essere coinvolte in una interpretazione civilistica e fiscale – se non in una nuova normativa – diversa da quella del passato. Per non parlare del monte di quelle già sottoscritte. 

Inoltre non di rado la soluzione “metti tutto in una polizza” (o almeno metti un bel po’ del tuo patrimonio in una polizza) è stata venduta come il toccasana di tutti i problemi fiscali e successori. E ha fatto breccia, legando ad un unico o a pochi contratti assicurativi quasi tutta la fortuna di molti soggetti. 

Una consulenza finanziaria professionale dovrebbe invece tenere conto di tutti i rischi. Tra questi quelli di innovazioni normative e fiscali, che sono tanto più importanti da valutare quanto più il prodotto in cui si investe è suscettibile di rimanere intatto per molto tempo, quanto più è complesso e quanto più è costoso da liquidare.